IL MONDO NUOVO

 Come novello Malinowskj, antropologo fra i selvaggi delle tribù sperdute della Piddinia deteriore

 in un ipotetico, ma manco tanto, viaggio fra il materialismo storico marxista, dal quale derivano i piddisti, e il liberismo libertino protestante berlusconiano, scopro che in fondo la differenza di sostanza è molto poca e ciò è dimostrato dal governo aristocratico clericale di Monti che sotto il suo manto riassume entrambi le credenze. Nella morale dei soggetti, a questo punto tutti coinvolti, c’è l’accumulazione capitalista che in parole ed immagini più semplici, si riassume in bulimia senile con forti accenni di tossicodipendenza mascherata dalla responsabilità di lasciare l’indipendenza economica ai propri figli bambocci che tanto quelli degli altri se la possono pure pijà n’der posto, e tutto ciò a qualsiasi costo ma pagato lautamente al clero per ottenere l’assoluzione.

Già nel passato la questione sollevata da Lutero, ovvero la simonia e la vendita di indulgenze suscitò discussioni ma la questione fu risolta dai crucchi con la superproduzione di oggetti dedicati alla grolia de Ddio e come strumenti del dovere per raggiungere la salvezza dell’anima. Summa del concetto, al finale risultò Il lavoro rende liberi che tuttora sotto varie forme mantiene la sua vigenza. Nel mondo mediterraneo, più propenso alla meditazione solare ma sconfitto da guerre sanguinose e da culture invasive, le dottrine propalate da papi imperiali imposti dal mondo nordico,

hanno condotto alla barbarie dei costumi e agli sconfinamenti delle orde slave da oriente che si spingono fino alle porte, de che? Che è già tutto un colosseo? In questo scenario si dibatte l’ex fiera popolazione degli umbri e vetero toscani, già soggiogata dai romani, poi dai crucchi longobardi, poi per breve tempo libera, per poi ricadere nella dominazione clericale che tuttora continua per mano dei chierici prestanome, dei diaconi teste di legno e dei catecumeni rimestatori di appalti piddisti, ridotto infine a popolo di scopini, giardinieri e al massimo lattonieri.

Terre spogliate di qualsiasi produzione indipendente, ridotte a meta di saccheggi e pellegrinaggi sulle vestigia dei luoghi che dettero i natali ad eminenti personalità come Francesco e Braccio e Aldo sulle spalle dei quali, chissà quante generazioni  si avranno ancora da sfamare e chissà per quanto tempo.

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