UNA PRECE

Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d’aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d’aver fatto una cosa talmente degna di memoria, che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de’ supplizi, la demolizion della casa d’uno di quegli sventurati, decretaron di più, che in quello spazio s’innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un’iscrizione che tramandasse a i posteri la notizia dell’attentato e della pena. E in ciò non s’ingannarono: quel giudizio fu veramente memorabile.

(ALESSANDRO MANZONI  STORIA DELLA COLONNA INFAME)

A TUTTI I CARABINIERI E POLIZIOTTI POSTALI CHE PER LAVORO DOVESSERO OCCUPARSI DELLE NOTIZIE E DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NEL BLOG, SI FA RICHIESTA DI RAMMENTARE I RISPETTIVI MOTTI DEI RISPETTIVI CORPI:

NEI SECOLI FEDELE E SUB LEGE LIBERTAS

CON PREGHIERA DI CONSIDERARE CHE PER MAGNARE UN PIATTO DI MINESTRA SI RISCHIA DI FARSI ANDARE DI TRAVERSO IL PARADISO

E A NIENTE VARREBBERO GLI ALKA SELTZER ORDINATI DAI SACERDOTI DELLE SETTE DI TURNO.

LA PRUDENZA NON E’ MAI TROPPA.

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